Quando bisognerebbe parlare menoQuando bisognerebbe parlare meno

di Tullio Parlante

Si ha la vaga impressione che molti politici – specialmente nei salotti televisivi – più esprimono le loro concettuali idee con forza disgregativa e penetrante nell’uso della parola, più si rendono antipatici nei confronti dell’elettorato in generale.

Prendiamo in considerazione, da parte del volumetrico vociare dei rappresentanti della sinistra, la richiesta del ragazzino Ramy.

Eroe per caso che si trova catapultato all’interno di una grande discussione di adulti, all’indirizzo della richiesta di cittadinanza verso cui il nostro Ministro dell’Interno ha da subito risposto: valuteremo. Ora. Lasciamo che il corso della richiesta, sommessamente, faccia il suo corso, considerando poi che la richiesta di cittadinanza è stata soddisfatta.

Tuttavia, la richiesta di Ramy non poteva e doveva ri-diventare un cavallo di battaglia che - spregiudicatamente – rimesso all’ordine del giorno con una tale virulenza e arroganza da rigenerare quel distinguo che permetteva loro di fare lo jus-soli a tempo debito, ma che non fecero.

Insistendo con questa veemenza, non fanno altro che alimentare ancor di più quel rancore oggettivo che vaga all'interno del nostro Paese come nubi cariche di condensa.

Il problema della cittadinanza, considerando che in base alla legge attuale l'Italia è il secondo Paese che ha una norma a maglia larga, non può diventare scontro politico per idee diverse da chi - pur penalizzato all'interno della cabina elettorale - vuole o vorrebbe rivendicare un qualcosa che oggi non si può concedere a prescindere.

Continuando su questo modello di arroganza, la sinistra, non farà altro che condannarsi all'eterno secondo.

Altri sono i veri problemi che attanagliano il Paese.

Continuare su una linea che porterebbe a uno scontro frontale senza soluzione, denota la scarsa sensibilità di personaggi politici che potrebbero ottenere lo stesso risultato in maniera diversa, se non ci fosse questo modello comportamentale che travalica l'essenza stessa di una richiesta che "tutto sommato" potrebbe avere anche una valenza umana rimediabile sotto l'aspetto o il profilo dell'ottenimento di un riconoscimento.

Cercare di imporre, da parte di questi personaggi pubblici e radical-chic, un qualcosa che deve diventare parte integrante del concetto di integrazione, diventa riluttante da parte di quella politica che asserisce il rispetto delle regole e delle norme giuridiche.

L'opposizione ad un Governo che non si condivide, deve essere fatto con atti concreti che vanno al di là della cocciutaggine, nella richiesta a muso duro, di un qualcosa che oggi "potrebbe" non essere concesso per vari e svariati motivi politici e quant'altro, anziché continuare a evidenziare la narrativa del niente.

Nella continua trascrizione dell'obbligatorietà del condizionale, non si può non tenere conto di quanto astio politico si respiri all'interno di questa società che sta andando alla deriva come una grande petroliera senza timone.

Se imparassimo dal mondo degli animali, ci renderemo conto che ci sono delle specie che ottengono lo stesso risultato senza combattere, rispetto a altre specie che si massacrano fino alla morte per ottenere che cosa? lo stesso risultato.

Meditiamo gente, meditiamo.

tutti pazzi per la Civita